Meccanica di un addio

Finalista Premio Scerbanenco 2024

Per l’ingegner Florian Kaufmann, nato e cresciuto nella prevedibile tranquillità della Svizzera, l’animale più pericoloso dell’Amazzonia non è né il caimano, né il giaguaro. Kaufmann ha un problema soprattutto con gli esseri umani, e in particolare con quelli del minuscolo villaggio brasiliano di Araxá do Oeste, dove il suo sogno d’impresa ecologica ed etica si sta rivelando un probabile fallimento. E proprio quando sembra che gli affari possano finalmente andare per il verso giusto, i suoi progetti vengono stravolti, costringendolo a barcamenarsi tra poliziotti incapaci, concorrenti senza scrupoli, zelanti assicuratori e una rete di criminali pronta ad assoldarlo. O forse a farlo fuori. La logica, in Brasile, raramente è lineare. La ricerca della verità porterà Kaufmann a riconsiderare le sue scelte personali e professionali, obbligandolo a riesaminare i suoi principi morali e ad accettare i suoi limiti e le sue debolezze; e, infine, a fare una scelta radicale e risolutiva. Un originale e avventuroso thriller nella foresta amazzonica, tra conflitti ambientali, inganni, dilemmi morali e sviluppi imprevedibili.

In libreria dal 25 ottobre 2024 per Marsilio.
Anche online, su Feltrinelli e su Amazon.

Scrivono di Meccanica di un addio

“Il noir consente all’autore di distribuire brividi, aggiungere qualche cadavere, insaporire di mistero e pepare con tanta ironia l’inevitabile scontro di culture e civiltà che si consuma” – Elisabetta Rosaspina, Corriere della Sera

“Saldamente ancorato a urgenze odierne, nello stesso tempo rivisita temi ancestrali” – Gino Ruozzi, Il Sole 24 Ore

“Un noir ma anche una commedia, carica d’amara ironia” – Alessandra Tedesco, Radio 24

“L’Amazzonia come magistra vitae: metafora, con la sua bellezza e la sua violenza, dell’imprevedibilità dell’esistenza umana. E delle conseguenze più inattese e belle.” – Sabina Minardi, L’Espresso

“folgorante, originale, devastante, divertente, imprevedibile e, in certi frangenti, malinconico” – Darwin Pastorin, Huffpost

“Racconta con il passo del reportage narrativo meglio di qualsiasi documentario sarebbe riuscito a fare” – Andrea Frateff-Gianni, Il Foglio

“Originale e avventuroso, tra conflitti ambientali, inganni, dilemmi morali e sviluppi imprevedibili.” – Massimo Maugeri, Letteratitudine

“Racconta con le atmosfere del noir il volto inquietante di uno dei luoghi-simbolo della potenza e al tempo stesso della fragilità della natura” – Guido Caldiron, Il Manifesto

“Un libro pieno di colpi di scena, animato da un registro ironico” – Federica Veloná, Rai Cultura

“Dissemina frammenti di vita ad ogni pagina, costruendo un teorema di filosofia esistenziale che racchiude il noir tra la potenza del fuoco e la dolcezza del cioccolato svizzero” – Claudia Olimpia Rossi, Gazzetta di Parma

“Buona la prima. Anzi, ottima. […] il lettore sarà combattuto fra divorare le pagine o fermarsi, ritardando il finale di una storia che si vorrebbe non finisse.” – Giusi Parisi, Giornale di Sicilia

“True Detective in Amazzonia: l’esordio fulminante che rinnova il noir ed entra nel cuore del pianeta. Il Brasile tragicomico è il nuovo set per la verve letteraria di un thriller unico nel suo genere. Carlo Calabrò firma uno dei migliori e più godibili testi della narrativa italiana di questi anni.” – Giuseppe Genna

“Un thriller contemporaneo dal ritmo incalzante e dalla scrittura limpida” – Gabriella Genisi


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